domenica 9 ottobre 2016

adesso come adesso

Stamattina mi sono svegliata pensando a tutti gli uomini stesi a terra a faccia in giù, uno di fianco all'altro, presi per mano, a formare una catena per un abbraccio alla terra, per dirle che le vogliamo bene. Poi ho pensato Ma siamo abbastanza? Poi ho pensato E le zone desertiche? Per quelle, veramente, avrei una soluzione, lì ci metterei tutti i vip. Poi ho pensato E negli oceani? Non so, non ho una soluzione. Poi mi son voltata e mi sono addormentata, come sempre rigida, con tutti i muscoli rigidi. Delle volte respiro, sento come se si smollasse tutto, una sensazione bellissima. Dura poco.

Però la mia gatta ha imparato a salire in ascensore per scendere; quando entra, adesso, si stende proprio sul pavimento dell'ascensore e fa le fusa. Perché siamo in una casa d'appoggio, diciamo, finché non si ristruttura la nostra.

Che io ho scoperto che traslocare così, che ti ritrovi con la tua casa chiusa in scatoloni sparsi in giro per garage, la cosa che mi fa sentire nuda è non avere i miei libri a portata. Delle altre cose non mi frega, mi sa.

Che poi uno si crede forte, che ne ha passate tante. Seh. Prova a traslocare. Ogni volta che devo scegliere qualcosa per la casa mi viene la dermatite nevrotica.

Ma forte cosa?

2 commenti:

  1. Come mi ritrovo nelle tue parole!!! Anch'io devo traslocare, a brevissimo, e non ho ancora preso il letto!!
    Sonia

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    1. Tieniti forte, atterraggio burrascoso...

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