Leggo ultimamente su alcuni giornali, nonché ascolto alla radio, il racconto della giornata di Monti: Monti che va a messa, Monti che ha la stessa donna da sempre, Monti che la domenica va alle mostre con la moglie, e paga il biglietto.
Bravo Monti, penso.
Mi auguro per lui che sia un uomo realizzato e felice.
Però sento un bruciorino allo stomaco verso questo sbandieramento della vita di Monti.
E allora il bruciorino mi ha portato a chiedermi perché lo fanno, perché tutto questo sbandierare la sua proba vita privata.
Cosa ci sta dicendo il giornalista raccontandoci la vita di Monti?
Semplice: consapevolmente o no, ci sta vendendo il nuovo personaggio.
Non sto dicendo che Monti non vada bene, come faccio a dirlo adesso? Io mi auguro che ci sia una svolta, che ci si possa fidare d'ora in poi delle istituzioni, ci mancherebbe. Quello che vivo con fastidio è altro e non c'entra assolutamente nulla con Monti e il suo governo.
E' che sono stufa: questo tipo di racconto mi suona tanto come una pubblicità, e quando c'è la pubblicità io voglio cambiare canale. E' automatico.
La pubblicità indica un modello di vita, e lo fa attraverso i consigli agli acquisti: ti vende la merendina e intanto ti dice come devi fare colazione, ti indica la vacanza e ti dice che devi andare in vacanza, ti mostra una coppietta a cena e ti indica come deve essere la coppia felice... E noi ci siamo abituati a quella (cattiva) maestra di vita talmente tanto e in modo così automatico che non ce ne rendiamo più nemmeno conto.
Esempio: a scuola mi è capitato di suggerire a due genitori alcune strategie educative e mi son sentita dire: ah, sì, giusto! come dice la tata Lucia!
E ciò è vissuto come del tutto normale.
(Per fortuna che i miei studi sono legittimati dalla tv! sono credibile, fiuu)
Allora, gente, se non sentiamo il bruciorino quando arriva questa pubblicità, ma anzi, ci sentiamo rassicurati dallo stile di vita di quest'uomo e automaticamente ci fidiamo, come se davvero cosa mangia a colazione avesse a che fare con le sue future manovre "tecniche", allora significa che nonostante tutto non è cambiato niente nel nostro modo di pensare e che il berlusconismo è ancora vivo e vegeto: siamo gente che crede nella pubblicità. Ci sarà forse discontinuità nei fatti burocratico-economico-politici, ma nessuna discontinuità nella nostra testa. Nessun passo avanti. Si continua ad avere bisogno dell'eroe in cui identificarsi e a cui fare il tifo, e la stampa e la televisione creano una nuova narrazione ad hoc per venderci un nuovo prodotto.
Ne usciremo mai?
Io spero solo di non essere l'unica a sentire questo bruciorino.
Gogol’ Maps 2025
10 ore fa