venerdì 10 agosto 2012

ma mi mu

Son qua che ti penso che penso che mi manchi, che mi mancano le cose che facevamo che ci dicevamo che non ci dicevamo, anche. Son qua che mi manchi e penso che quella volta che era notte, per dirne una, e s'era fatto l'amore e poi mezzi addormentati e io a pancia in su e tu a pancia in giù con mezza pancia su di me e io con il braccio in su abbandonato e gli occhi chiusi e l'arietta fesca dalla finestra anche se era estate, un caldo boia, e a me era venuto così, proprio dal cuore, così di dire "Madonna, la felicità", con gli occhi chiusi, e tu prima silenzio, poi hai detto "Va bene".
Son qua che ti penso quanto mi manchi ed è troppo tempo che non ci sentiamo più, son qua che mi chiedo alla fine perché non ci sentiamo più? Non si dovrebbe mai non sentirsi più, non credo sia legale, penso io.
Son qui che penso che mi manchi e mi chiedo perché ci siamo lasciati, non so se l'ho mai capito bene, io, il perché, ma non credo. Ma mi mu andare vedere fare, e mi hai lasciato. Lì per lì magari deve anche essere sembrata una buona idea, lì per lì, che mi lasciavi, che avevo dei nervosi anche io, cosa credi. Lì per lì. Però adesso mi manchi, mi manca tutto, che "Madonna, la felicità" non l'ho detto più, non m'è venuto neanche da pensarlo più. Adesso che fa di nuovo caldo quando entra l'arietta di notte non penso più "Madonna, la felicità", penso "Madonna se mi manchi". Se comincio a chiedermi perché mi hai lasciato è un casino, chi capisce cosa hai nella testa, delle volte mi viene il nervoso che ti spaccherei la testa ma poi mi dico No va là, sai che schifo tutto quel materiale cerebrale in giro, ore e ore a pulire, e poi la testa non è mica come l'uovo kinder, che lo spacchi e dentro c'è la sopresa, non è mica come il salvadanaio di terra cotta, che lo spacchi e dentro ci sono i soldi, non è mica come il vaso di pandora, che lo apri e dentro ci sono i mali del mondo. No, forse questo esempio non va bene, a pensare a come sto adesso. Insomma, la testa se la spacchi dentro non c'è niente, c'è solo l'interno della testa, non deve essere nemmeno un bel vedere, infatti quando ti dicevo: Che bella testa che hai, e tu mi dicevi: Dove?
Quanto mi manchi però.
Quando ti dicevo che bella testa che hai, mica intendevo dentro, non intendevo neanche fuori, adesso che ci penso, visto che mi hai lasciato, non lo so neanche io cosa intendevo, forse non avevo neanche ragione.
E infatti adesso che son qui che ti penso, e che mi manchi, mi chiedo cos'ho io nella testa, visto che al pensiero di te mi sale un nervoso, ma un nervoso. Ma non la apro, la mia testa, se la aprissi per guardarci dentro, come faccio a guardarci dentro se me la sono aperta? Dove sono gli occhi per guardarci dentro mentre me la sto aprendo? Fisicamente è una cosa difficile da immaginarsi, con gli occhi che penzolano alla ricerca del guardare dentro la testa, anche meccanicamente la trovo difficile da fare. Poi abbiamo appurato prima che dentro non c'è la sorpresa da montare e neanche soldi e. No, i mali del mondo forse sì. Ed è per questo motivo principalmente che rinuncio ad aprirla.

Adesso non so come finire questa cosa che mi sono imamginata di uno che ha le mancanze perché è stato lasciato e non sa perché e ha i nervosi, l'ho scritto mentre mi annoiavo, proprio non so come chiudere, è un guaio questo, quindi faccio così, adesso mi faccio un caffè.

4 commenti:

  1. stavomeglioquandostavo11 agosto 2012 14:04

    per fare un finale bis chiedi pure a me :/....
    cmq se non fossi già sposata ti sposerei io,
    mannagg

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  2. fate, fate.
    sia nel senso del vocativo che del verbo.
    posso guardare?

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    1. che bello quando fai il geloso *.* (spero di non dover spiegare, né a te né ad altri che passano da qua, che qui scrivo cose NON autobiografiche, o non necessariamente, e questo ne l'esempio, e che qui dentro faccio quello che mi pare, se voglio scrivere la lista delle cose che ho trovato sotto al divano facendo le pulizie, lo faccio. Anzi, rilancio con un post di una cosa che mi è venuta in mente così, proprio mentre facevo le pulizie dieci minuti fa, senza nessuna attinenza con il reale, per lo meno con quello che vivo ora. Chissà da dove viene quel pensiero, ma che importa. Forse era sotto al divano. Ecco Van, Tiè :*)

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