domenica 5 ottobre 2014

Dieci centesimi di valore

Oggi sono andata in un tabacchi, in centro, e ho chiesto la carta da lettere aerea. Il tabaccaio mi ha guardata come se gli avessi chiesto della carta igienica, allora io gli ho detto Ha presente la carta da lettere aerea? E lui mi ha detto, Sì certo, ma io non ne ho, forse la trova in cartoleria.
Forse in una cartoleria, ma è domenica, sono chiuse. Allora trovo un altro tabaccaio, sempre in centro, che ha cambiato gestione, ora ci sono due ragazze molto giovani, anzi tre, no, quattro, e che prima c'era un anziano signore, talmente anziano che sembrava anziana anche la tabaccheria. Entro e noto che la nuova tabaccheria è piena di oggetti modernissimi come per esempio i post it a forma di salame. Chiedo alle ragazze la carta da lettere aerea. Una ragazza mi dice no, poi l'altra invece dice che forse ce l'hanno, che la deve aver vista in uno scatolone. Va nel retro e dopo un po' torna con una grande busta che contiene dieci buste e dieci carte da lettera aeree. Io non so contenere la contentezza e subito chiedo se le vende una a una o tutto il pacco, e lei mi dice con uno sguardo come se le avessi detto che cammino scalza di notte e spavento la gente apparendo all'improvviso alle loro finestre che No, vendo tutta la busta. Allora io le chiedo Quanto vuoi? e lei mi dice Dieci centesimi. Io le chiedo A busta e carta? E lei mi dice, sempre con lo stesso sguardo di prima No, tutta la busta. Allora io le do dieci centesimi, ringrazio e esco dal tabaccaio. Poi faccio venti-trenta passi, prendo tutta la moneta che ho nel portafoglio, un euro e trenta, torno indietro e le dico Ne voglio altre tredici. Allora lei sparisce nel retro con uno sguardo come dire I matti vengono tutti qui, e quando torna le dico Che richiesta bizzarra, vero? E lei mi dice In effetti sì, e io le dico Forse sono importanti perché non ne fanno più?

Non mi interessa che non capisca il senso di questa richiesta, e non so nemmeno bene l'uso che farò di questa carta un po' trasparente, speciale (anche se non vedo l'ora di provarla con la china), questa carta leggera che doveva essere così per via del peso, credo.

So che quando ero piccola di lettere così la mia nonna ne scriveva tante, e le spediva oltre oceano alla sua amica, e poi aspettava anche un mese intero che arrivasse una sua risposta. E che le scriveva in una lingua tutta sua, la gringa, un misto di dialetti italiani e castigliano, ma la sua amica la capiva.

Non mi importa che quella ragazza non capisca. Io oggi, con quella carta in mano, ho viaggiato nel tempo e sono tornata quella bambina che si immaginava ogni volta la busta della nonna con i suoi racconti di quotidianità e sentimenti e nostalgie dentro, infilata in un sacco pieno di altre mille buste con altri racconti e quotidianità e gioie e dolori, infilate nella pancia di un aereo che volava sopra l'oceano, e che non dovevano pesare molto altrimenti l'aereo cadeva. E pensavo anche che era assolutamente vietato, proprio per via del rischio caduta aerea, spedire lettere in carte diverse da quella, e speravo che nessun matto avesse la strana idea di trasgredire. 

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