martedì 26 gennaio 2010

Dell'invidia del pene e suoi dintorni

Quando ero piccola e andavo in giro con la mamma e il papà, capitava che mi scappasse la pipì. Mia mamma mi diceva "Falla lì", e era di fianco alla macchina con la portiera aperta, "che tanto a te chi vuoi che ti veda".
(Mamma forse tu non ti ricordavi il livello di massima allerta del pudore a otto anni. Tutti guardano te, sempre.)
Quando ero ancora più piccola, invece, mi tenevano su in braccio tutta accucciata goffa incassata con le gambe per aria e dovevo anche riuscire a farla in fretta che non c'era mai tempo.
(Grazie Natura che m'hai dato due maschi).

Invidia del pene 1

Magari ci si fermava in un autogrill. Che bello, pensavo io. Che bello una cippa, invece. Perché gli autogrill dell'anno del menga erano delle cose da apnea per tutto il tempo dell'operazione, pena ustione delle narici per esalazioni acide.

Invidia del pene 2

Ma tant'è, c'era il cesso dell'autogrill dell'anno del menga, e allora via, entriamo. Oh che bello, c'è la turca! diceva mia mamma, probabilmente felice di non doversi avvicinare con le sue chiappe alla tazza di tutti i colori del mondo che trovava dentro al cesso dell'autogrill dell'anno del menga.
Bella la turca, diceva mia mamma, è più igienica.
Ok, mamma. Igienica dove? Allora: io mi tiro giù i calzoni, le mutandine fiorate, mi accuccio e mi tengo tutto il vestiario vario tra le mie piccole e goffe braccine sulla pancia, ovviamente guardo giù, e il flusso di pipì (e chi è dotato di vagina lo sa) non esce mai dritto e felice. No, lui sbuca di lato anche quando scappa forte, e solo dopo prende la direzione desiderata. Nel frattempo, coscia mia alè!

Invidia del pene 3

Ma poi, nella turca benedetta, e chi è dotato di vagina lo sa, per fare la pipì ti tocca stare accucciata giù, e allora gli schizzi, gli schizzi, GLI SCHIZZI, MAMMA, dove vanno gli schizzi? La fai in piedi tu? Non credo, avresti tutto il rivolo giù per le cosce, avresti. Dove vanno gli schizzi? E via, schizzi di pipì sulle scarpe.

Invidia del pene 4

Allora, dopo aver guardato gli schizzi finirti sulle scarpe, aver pensato "e adesso come le pulisco", aver anche un rivolino di pipì sulla coscia, cerchi disperatamente la carta per limitare i danni. Ma la carta non c'è. Non c'è. Nell'autogrill dell'anno del menga la carta non c'era mai.

E dunque.
Ieri ero al lavoro in trasferta (diciamo). Vado in bagno per urgente bisogno, visto che era tutta la giornata che ero fuori. Cosa vedo? Due bagni dotati entrambi di turca. Il mio cervello ha subito detto: è più igienico. Certo, te lo ripetono talmente tante volte durante l'infanzia, e non ti puoi nemmeno ribellare, che alla fine quasi quasi non sei nemmeno disperata se la trovi, la turca. Maledetti inculcamenti infantili. No! Stavo quasi per rinunciare, ma non potevo proprio. E allora ieri, mentre facevo le mie robe nella turca, ho capito tutto. Illuminazione delle sei del pomeriggio. Eccola lì, maledetta, l'invidia del pene.

Tutta
candidamente
lì.

(e niente carta nemmeno questa volta).

Ah, ecco cosa ho visto in un bagno a Parigi. Altroché turca. Vedi, la civiltà! Nei bagni, la vedi, la civiltà.


E chi è dotato di vagina lo sa.

13 commenti:

  1. Ah! Sulla policromia della tazza ho rischiato il "soffocamento da risa"!

    (meno male che ho il pistolino, tra l'altro. Bruttarello, magari, eh, ma tanto tanto pratico, ne convengo)

    RispondiElimina
  2. Bellissimo! (Ahimè, io sono campionessa di pipì trattenuta se sono "in trasferta" e con la turca vado in (grossa) crisi...)

    RispondiElimina
  3. Perche' la civilta' sempre fuori dalla ns Bella italia???? Maruuu Che Nervi

    RispondiElimina
  4. Vorrei sottolineare il mio accanimento verso i cessi del mondo. Cioè, ho veramente fatto una foto al cesso in questione, dove ho trovato quell'aggeggio disinfetta-tazza-con-la-salviettina-di-cartigenica. Sono tornata a prendere la macchina fotografica al tavolo apposta. Guardare bene il disegnino: prendere carta, spruzzarvi sopra disinfettante, pulire tazza. Poi, ovviamente, fare lo stesso il contorno con cartigenica e farla da mezza in piedi lo stesso. Noi donne siamo ginnaste, dai, ammettiamolo.

    RispondiElimina
  5. Sono secoli che lo dico, che l'unico vero vantaggio del pene si concretizza nella minzione.

    RispondiElimina
  6. All'inizio ho pensato "eh, beh, e il ciclo?". No, m'han fatto riflettere: non averlo vuol dire solo avere una scusa in meno.
    In effetti.
    :)

    RispondiElimina
  7. Divertente, ma non è che per gli uomini sia tutto rose e fiori, la puzza dei cessi è ben peggio e... sicuramente non te la sei mai "chiusa" nella zip!
    Sul flusso storto (nonostante l'attrezzo sia effettivamente più comodo e direzionabile) qualsiasi maschio può scrivere un trattato e come mamma te ne sarai accorta.

    Se però vuoi toglierti lo sfizio e dimenticare definitivamente l'invidia delle comodità falliche so come esuadire il tuo sogno: vai su http://www.p-mate.com
    Le donne che l'hanno provato sembrano entusiaste e costa pochi centesimi, anche se un rivenditore italiano non c'è ancora.
    S potrebbe provare a distribuirlo, che ne dici?!

    G. Drogo

    RispondiElimina
  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  9. Lia, sono sicuro che baratteresti persino le gioie del parto per il sommo divertimento: disegnare sulla neve, colla pipì.

    RispondiElimina
  10. Drogo: inutile dire che lo avrò, presto o tardi, lo avrò.
    Orio: eh, in effetti, scelta durissima. Se un giorno ti becco, sappi che ascolterai per ore e ore il racconto delle gioie e del sommo divertimento del parto (mai successo di ascoltare un tale racconto? Mettiti comodo). Ah, per due. :D

    RispondiElimina
  11. stavomeglioquandostavopeggio29 gennaio 2010 21:53

    15 anni di studi psicologici buttati al vento...dal garçon pipì pergiunta!

    RispondiElimina
  12. Per farmi perdonare ti prometto che oggi la faccio seduto.

    RispondiElimina
  13. Orio, onorata di tale pensiero. E come avrebbe detto mia nonna, Troppa grassia sant'Antonio!
    :)

    RispondiElimina