
"Voltai il capo e chiusi gli occhi nel momento stesso in cui ti donai il mio cuore. L'avevo immaginato, il mio cuore, lo avevo immaginato battermi in petto, esaltarsi nel ritmo per un sussulto o fare meno rumore per non disturbare il mio riposo. Niente di dovuto. Il cuore. Mi aveva regalato la sua compagnia, discreto o insolente, mai inutile mi aveva costretto a respirare per la vita fino a quando il cuore tuo mi impose di vivere per te. Allora, esso, volle diventare protagonista e battè per impeto e passione, per emozione e pudore, per dolore e gioia, per rabbia e pazzia. Ad esso chiesi tregua, me la negò. Gli suggerii il raziocinio, rise di me. Il mio cuore, ormai, rispondeva solo ai battiti del tuo. Fu dopo un lungo dialogo con la sua armonia durante il quale mi apparve chiaro che esso era compositore e strumentista, direttore d'orchestra e coro, fu dopo parole dette in battere e levare che lo strappai dal mio torace. Era caldo, pulsante, sconcertato, ma era in mano mia. Sospirai e voltai lo sguardo, chiusi gli occhi per non vedere il tuo viso spaventato da tutto l'amore che, per sempre, ti donavo. L'ultimo battito del mio cuore fu per il tuo."
Ho usato l'arte altrui per me. Si può? Non si può? Non lo so. Io solo, voglio rendere omaggio.
(La scultura è diversa, ovviamente. Ed è splendida).
Splendido. Il testo e' splendido. Complimenti per i gusti! =]
RispondiEliminaMeraviglioso! Grazie per averlo pubblicato sul tuo blog, perchè me ne hai resa possibile la lettura e assaporare le emozioni che suscita, ancor più intense per la tua personalizzazione.
RispondiEliminaA Mirco e Daniela grazie di cuore, davvero.
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