domenica 13 giugno 2010

Zone di frontiera

Esiste, tra gli amanti, o tra gli amici, una comunicazione extrasensoriale? Una cosa tipo che ci si pensa contemporaneamente, oh! ti stavo chiamando io, pensa... oh, anche tu mi pensavi? Anch'io ti penso. Ma dai, ecc?
Perché no, potrebbe essere.

"Sandra, smettila di pensarmi così intensamente, la notte, che poi mi sveglio e ti penso e mi tocca di masturbarmi. Al limite vieni direttamente qui, se proprio."

Successo? Successo, successo.

- Ma guarda che io non ti stavo mica pensando.
- Ah, non eri tu che mi pensavi? Oh, allora forse semplicemente ti pensavo io. Arrivato niente? No?
- No. La gatta però faceva cose strane.
- Ma allora vedi! Vedi che è vero! Ho solo sbagliato mira, però esiste, esisteee!
- ...
- Mi ami?
- No.
- Però mi desideri.
- Mh, no.
- Allora mi pensa la tua gatta, sicuro.
- Non so. Se vuoi vieni qui che lo scopriamo subito. Ma per me gli piace di più il Fufone. Non per dire eh, a occhio e croce, così.

Delle volte sarebbe bello pensarlo; delle volte è vero, delle volte no.

Quando allattavo, ad esempio, la notte, mi succedeva una cosa buffa: io e il ciuccione avevamo rodato un orario. Mi svegliavo sempre qualche minuto prima che si svegliasse lui a chiamarmi che aveva fame e mi voleva, e solo quando sentiva il mio odore si calmava, e nella notte ci godevamo quel momento tutto nostro. Mi sono sempre chiesta come fosse possibile avere tanta sincronia e sintonia. Eppure esiste. Ci sono cose che succedono che non hanno una spiegazione razionale, ma succedono. Succedono con i figli, con gli amici, con gli amanti. Succedono con persone che non si vedono da anni; succede che un giorno pensi a un amico intensamente e non sai perché, semplicemente ti viene in mente per caso mentre cammini per strada e succede che poi lo incontri e ci si abbraccia e ci si ricorda e ci si commuove, anche. E poi ci si saluta e ci si rivedrà chissà quando.
Succede che sei triste forte, un giorno, che magari ti è successa una cosa che ti ha sbregato le budella, e allora pensi a un'amica lontana che non senti mai, forse due o tre volte all'anno ma con la quale c'è un legame tutto speciale. Succede che stai male e pensi che avresti bisogno proprio di lei, delle sue parole che sanno rimettere a posto le cose, ti fanno riaffondare le radici nella terra e poi ti senti di nuovo in pace; e succede che torni a casa e scopri che c'è una sua mail, di lei che non ti scrive mai e che invece ti manda un link che ti fa ridere e pensare che ci sono anche cose più gravi nel mondo, e tutto prende un'altra prospettiva.
Succede, è sempre successo. Qualcuno le chiama coincidenze, qualcuno nemmeno se ne accorge. E anch'io delle volte sarei tentata di chiamarle coincidenze. Ma invece mi piace pensare che siamo legati, che ci chiamiamo come mi chiamavano i ciuccioni che avevano voglia di me.

Un anno fa si parlava di questa cose con mio padre. Mi dice Aspetta e poi va nella stanza dei libri e se ne torna con un saggio scientifico, "Dieci domande alle quali la scienza non può (ancora) rispondere", Michael Hanlon, edito Le Scienze, del 2007.
Nel capitolo "Possiamo davvero essere certi che il paranormale sia una sciocchezza?", Hanlon analizza la differenza tra credenza irrazionale e credenza scientifica, evidenziando perché sia scientifico credere e indagare la teoria delle stringhe (ancora non dimostrabile e della quale alcuni scienziati nutrono molti dubbi) o il fatto che oggetti come gli elettroni e forse persino interi atomi possono essere in due luoghi diversi allo stesso tempo (l'entanglement) e non lo sia (scientifico) credere e indagare una "sgargiante versione disneyana, dove in fondo a ogni giardino ci sono le fate e nel cielo c'è un omone gentile che fa attenzione a ogni nostra mossa." (cito liberamente).

Andando avanti nella lettura, che tra l'altro consiglio, leggo che anche Manlon, scienziato scettico e a cui viene l'orticaria a sentir parlare di oroscopi canini e olii essenziali, lascia aperta una strada di ricerca. Dice: " I fenomeni paranormali, probabilmente, sono sciocchezze. In massima parte e il più delle volte. Ma nelle zone di frontiera è possibile che la scienza stia iniziando ad indagare qualcosa che è enormemente e profondamente interessante quanto i fenomeni più folli della nuova fisica e della nuova cosmologia. Se siamo disposti a credere nella materia oscura, nell'iperspazio multidimensionale, nell'energia oscura e nelle singolarità nude, credo che un po' di telepatia non sia troppo difficile da mandar giù."

Ecco, Manlon, grazie; allora io continuo a bearmi nel pensare che posso, eventualmente e in certe circostanze, essere in contatto con un'altra persona. Perché è troppo bello da vivere e da credere e mi piace proprio pensare che si può andare e venire da certe zone di frontiera.

1 commento:

  1. Hanlon, non Manlon. Ho sbagliato due volte. Chiedo vénia. :)

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