mercoledì 3 febbraio 2016

Delle volte bisognerebbe menarsi

Quando mi dicono " Oh, tesoro! Vorrei poter vivere nel tuo mondo", mi sorge dal profondo il Porca Troia delle grandi occasioni.

martedì 2 febbraio 2016

Il bruciorino

Un giorno di qualche tempo fa, a scuola, in giardino, mentre ci godevamo il sole di gennaio e il cielo blu, si chiacchierava, si diceva che il meteo prevede una settimana ancora più soleggiata e calda. Il commento è stato semplice e immediato: speriamo che non ce la faccia pagare questa estate.
L'ho sentito dire così tante volte che mi è sembrata una previsione piuttosto logica. Eppure oggi qualcosa mi ha infastidito, quando senti un bruciorino e non sai perché.

E poi niente, questa sera mentre toglievo la spesa dalle scatole ripensavo a quella frase e mi è venuto in mente che da piccola la mia mente funzionava più o meno così: a seguito di una cosa bellissima che mi succedeva, sapevo (ripeto: sapevo) che me ne sarebbe successa una brutta. Mi sono sempre data questa spiegazione: deve essere perché il cosmo pareggia il conto, come una specie di omeostasi universale. Non me la spiegavo con queste parole, per la verità non me la spiegavo affatto, mi limitavo a prenderne atto.
Ma non solo, oltre a pensare che ci deve per forza essere un nesso causale, mi devo essere spinta oltre pensando di poterlo controllare: mi basterà  limitare il godimento.
Limpido.

Peccato che così non vada proprio bene bene. Sempre quel bruciorino, saranno i quarant'anni, inizi a voler riprogrammare le tue varie cazzate mentali. E il bello è che scopri che non è così difficile.

E insomma, sempre mentre spostavo roba dalle scatole ai pensili in cucina, proprio come uno più uno fa due, mi è tornata in mente una frase saggissima, una cosa che il mio bisnonno disse alla mia bisnonna quando provò a darle il primo bacio e lei si scansò (1918 o giù di lì). Il mio bisnonno le disse questo: "La vita e bella ma bisogna sapersela godere". Poi inforcò la bici e se ne andò lasciandola nelle lacrime.

Quindi oggi volevo dire grazie al mio bisnonno.

venerdì 29 gennaio 2016

Nuove consapevolezze

Ho capito di essere diventata grande perché durante l'influenza non ho pianto.

Ho capito che sono diventata vecch, no spe, grande perché durante l'influenza ho pensato che non finirà mai più, che avrò una temperatura di 39 e mezzo per sempre e poi direttamente la morte.

Ho capito cosa significa scelte impossibili: mi sono dovuta stendere per terra per non svenire mentre facevo al cacca e intanto che ero stesa continuava a scapparmi fortissimo. Alzarsi e rischiare di svenire facendo la cacca o stare stesa a terra rischiando di non riuscire più a trattenerla?

Poi uno dice che con la febbre non devi piangere.



martedì 19 gennaio 2016

Li buoni propositi

Volevo scrivere un post al giorno e poi ho portato il coso ad aggiustare, quindi niente. Adesso ce l'ho.

Oggi 19 gennaio ore sette e trenta un'alba rossa prima del solito, il gelo di fuori, la fantastica idea di spruzzare l'acqua in corsa, il ghiaccio istantaneo e poi, ovviamente, darci di tergicristallo.

L'anno continua a promettere bene.


giovedì 14 gennaio 2016

Sul divano

E sul divano, si parla di cose, ha ancora il cappotto addosso e una sciarpa nuova, e gli chiedo della sciarpa, mi dice Me l'hanno regalata, gli dico Chi? Mi dice Perché avevo perso la mia, me l'hanno regalata, gli dico Chi? Mi dice Quella grigia e nera, l'ho persa, allora oggi mi hanno regalato questa, gli dico CHI? Mi dice Te non ti preoccupare.

Va bene, non mi preoccupo. Bella sciarpa, devo dire.
E aveva anche una bottiglia di vino. Bianco. Regalato anche quello. Bevuto, buono.

mercoledì 13 gennaio 2016

Tipo così

Sai tipo ogni giorno, a fine giornata, fare una specie di resoconto interiore, tipo oggi 13 gennaio, che è l' anniversario di matrimonio dei miei genitori, che ho sbagliato strada sei volte, che è un dato sensazionale considerando che sono andata e tornata dal lavoro, che non c'è nemmeno una nuvola su cui avere la testa, il cielo è terso, l'aria frizzante e c'è lassù uno spicchio di luna da sogni grandi.

Ecco, una cosa così.

sabato 9 gennaio 2016

Il buio

Io ho un rapporto strano con il buio perché a me il buio piace. Prima, per esempio, ero in un palazzetto e ad un certo punto si sono spente le luci, e io lì per lì ho pensato "oh come si sta bene così", e invece no, niente, attorno a me ho avvertito preoccupazione e siccome di solito tra persone ci si contagia, soprattutto con la paura, io avrei dovuto preoccuparmi e invece niente. E questa cosa del buio, del mio rapporto bello con il buio, la sto meditando parecchio, ultimamente. A scuola c'è il bagno degli insegnanti che non ha finestre e io prima di uscire spengo sempre la luce e resto lì un po', al buio, da sola, a bearmi. E allora mi chiedevo, siccome so che è un comportamento che di solito le persone non hanno, anzi, le persone al buio accendono la luce, le persone di solito non sono felici al buio, alcune hanno proprio paura, del buio, anche se sono grandi, mi chiedevo se per caso questa mia preferenza, nel senso, che sono strana lo sapevo già, ma voglio dire, tutto in regola, dottore?

domenica 14 giugno 2015

Grondaie

Ho (quasi) 42 anni e ho una fissa per le grondaie. Solo qualche anno fa avevo una fissa per i lampioni della strada. In giro per le città la gente fotografa i monumenti o i parenti davanti ai monumenti. Io fotografavo i lampioni.
Adesso i lampioni mi hanno stufato, adesso guardo le grondaie. A guardare le grondaie delle case, non potete capire, si apre un mondo. Sono a Bologna, la città è calda e puzza, devo dire che me la ricordavo così, però Bologna mi ispira, guardo una grondaia per terra, nel punto dove tocca terra, e scende dell'acqua, non so da dove venga, e quest'acqua lascia una broda verdognola maleodorante,  mi chiedo da dove venga e penso al tetto, che acqua ci sarà su questo tetto, chissà com'è la città da questo tetto. Risalgo con lo sguardo la grondaia, è tutta un appiccicamento di volantini, le grondaie di Bologna sono così, ci leggi sopra gli eventi di settimane. La gente è sempre più alta, te ne accorgi dal livello dei volantini, sempre più in alto. La grondaia della casa adiacente è stata dipinta di bianco, i proprietari devono essersi schifati dei volantini. E a guardare grondaie vedi che ci son punti dove vince la grondaia e hanno tagliato il cornicione, punti dove ha vinto il cornicione e allora la grondaia si deve adattare, e ha giunture e agganci e curvature. Alcune curvature sono belle. Che grondaia sono io? mi chiedo. Sono una che si adatta alle spigolature o taglio dritto? Alcune sono affascinanti. E ogni casa ha la sua grondaia, pensa a quante grondaie ci sono in giro, nessuno che le noti mai, tutti a fotografare i monumenti e i parenti davanti ai monumenti. Guardate le grondaie.
Adesso, per esempio, le grondaie di rame rischi che te le rubino. Un giorno ce l'hai e va tutto bene e il giorno dopo ti svegli e non ce l'hai più. Noi diamo per scontato le grondaie ma sbagliamo. Senza grondaie è un casino.
Adesso mi fermo qui perché sarei capace di fare un trattato lunghissimo sulle grondaie pieno di metafore sulla vita e sulla morte però no, son stufa.

giovedì 5 febbraio 2015

Eppur li amiamo (...)

Ore 2,56 a.m. "Mieauuu" (padrona apri qui fuori è tanto freddo).

Padrona pensa "povero gatto mio, al freddo, vieni caro, vieni qui al calduccio nella tua casina". Padrona si alza, apre al gatto, gatto si mette sul letto e fa tante tante fusa. Padrona è felice. Gatto è felice.

Ore 4,23 a.m. "mieauuu" (voglio uscire padrona, aprimi la porta).

Padrona si alza al freddo e al gelo e apre la porta. Gatto esce.

Ore 4,55 a.m. "mmmmiiieaaauuuu" ( voglio entrare, padrona, aprimi la porta).

Padrona si alza e apre la porta pensando "poveretto al freddo e al gelo, come posso lasciarlo fuori". Gatto entra.

Ore 5,37 a.m. "Meo, meo, meo, meo meo, meo, meo" (voglio uscire padrona, aprimi la porta).

Padrona cerca di ignorare il gatto maledetto, padrona sotto il piumone sta bene, padrona comincia ad odiare gatto; padrona potrebbe ignorare gatto ma teme, non avendo più la cassettina della cacca/pipì, che il gatto faccia di tutto per tutta la casa (più per dispetto, ovviamente). Padrona si alza e caccia di fuori il gatto a pedate (finte, ma dentro padrona pensate molto vere).

Ore 6,45 a.m. " mmmmmmmmmeee"

Padrona si alza e apre al gatto pensando pensieri di morte.

Ore 7,00 a.m. "Driiiiiiiiiiiiin"

Padrona spegne sveglia e cerca gatto.

(Neanche quando allattavo, pensa padrona).



martedì 3 febbraio 2015

Dare per scontato

Giardino della scuola. A. ha tre anni e mezzo.

- Io ti lascio il bastone, però mi raccomando: gioca come vuoi ma mai contro le persone, rischi di far male agli occhi [ e bla bla bla].
- Va bene maestra.

Passano due minuti e vedo che corre contro i suoi due amichetti con il bastone tipo spada. Vado subito da lui.

- A., ho detto non contro le persone...
- Lo so, ma loro non sono mica persone!
- Come no? Certo che sono persone!
- No invece, non sono mica femmine!