domenica 21 febbraio 2021

Chiedere

"Ma che fai, che fai?" 

"Gioia c'è un ragno di là, formato King King"

Nel senso, io non riuscirei mai a chiamare alle tre di notte qualcuno per un ragno in bagno che mi fa paura, nel senso, forse me la tengo fino ad un'ora decente o piuttosto la faccio dalla terrazza.

domenica 7 febbraio 2021

Perle per i momenti bui

Quindi vengo a trovare i miei genitori e vedo che mia madre fa degli esercizi per la memoria i quali consistono nello scrivere delle frasi utilizzando parole che iniziano con una stessa lettera. Me le legge. (Vi regalo perle per i vostri momenti bui).

Amore amato altamente ambizione arrivato all'apice artistico.

Benvenuto benevolo bambino, bullo bello, benvoluto. Ballerino baciato.

Danzando dolcemente dolorosamente distanti dietro davanti dovunque. Diversamente.

Furore fantastico, fuoriuscito furtivamente, famoso fervido finale. Finalmente fallito.

Visionario veramente verace, volutamente vorace, vagamente veloce, vivacemente vero, vanamente voluto.

Semplice, solare, sincero. Serio e severo. Sostanzialmente salariato.

Pensando pensieri positivi, parzialmente poetici, poesie paesaggistiche e paesi popolati. Prevedere principi principeschi pagando popoli poveri, piaceri per più pazienti.

Controllati raramente coccolati, celebrando cerimonie celestiali, covando clandestinamente carezze controverse.

Temibile torrente travolge tratto terreno tortuoso.

Controllato centro commerciale caricato con merce clandestina.





venerdì 5 febbraio 2021

se io fossi, per esempio

Gli chiederei, tipo, parlando: Se io fossi una costruzione umana, che costruzione sarei. E mi risponderebbe, tipo, qualcosa; e io gli direi No, invece, che io sono un ponte, come quello di Brooklyn, per dire. E poi mi chiederebbe: e allora io che costruzione sono. E io gli direi, tipo, non so, a seconda di chi ho davanti, per esempio, un castello delle fiabe, direi io, e magari mi direbbe, tipo, No, io sono più una fortezza medievale circondata da un fossato con i coccodrilli, con le torri alte e il ponte levatoio e le guardie sui merli e e e. Non esagerare, direi io. Tipo. 

E credo che dopo, tipo, per dire, credo che sarebbe un bel dialogo. 

mercoledì 27 gennaio 2021

Oggi

Oggi una bambina a scuola mi ha detto: Maestra, sembri una bambola. 

Mi è tornata quella vecchia voglia di mangiare la sabbia. Forse ho bisogno di sali minerali.

Bentornata?

(mamma mia le ragnatele)

mercoledì 20 novembre 2019

ho voglia di

Ho voglia di stendermi terra come fanno i bambini, ho voglia di stare lì a guardare per aria, a strisciare le gambe un po' a vanvera, e le braccia, senza pensare al tempo che passa; ho voglia di guardarmi le mani; ho voglia di girarmi pancia in giù a pelle d'orso, ho voglia di appoggiare la guancia a terra, chiudere gli occhi, sentire il freddo del pavimento correre per tutto il corpo. Ho voglia di alzarmi di scatto felice e di correre a caso. 

Ho voglia di ballare. 

giovedì 11 luglio 2019

certe volte

Per via di un test allergico, per giorni niente piscina. Ci son da fare la pulizie. Nel tardo pomeriggio vado a Senigallia per leggere i miei libri e non so cosa mettermi.
Sono così giù.
Certe volte mi sbriciolo con niente.

giovedì 4 luglio 2019

ascoltare

Dice che basta restare in ascolto e la vita si offre. Che frase assurda, no? Poi però capita di trovare suggerito su YouTube un film di sei minuti, Ama, di Julie Gautier,  proprio adesso, e capita di guardarlo, e quello che per alcuni può sembrare un fatto dettato dal caso, a me pare invece subito chiaro come una necessità, eccola qua, la vita che si offre, che risponde. Si dà il caso che io abbia passato nove mesi in piscina e che mi sia un po' alla volta innamorata, provando anche l'apnea per la prima volta e ascoltando emozioni e sensazioni nuove, scoprendomi nella mancanza d'aria. Si dà anche il caso che, recentemente, io sia tornata con la mente ad un vecchio grande amore, la danza. E si dà il caso che io stia considerando di rincontrarlo, quel vecchio amore. Ma come fare con la piscina? Entrambe le cose si fa fatica. E mentre il pensiero si arrovella e annaspa in tale scelta, in acqua una mattina provo a danzare. In silenzio, lentamente, i movimenti lasciano il ritmo della bracciata e diventano ricerca, movimento, comprensione dell'effetto dell'acqua sulla pelle, sulla schiena, sulle gambe, sul ventre, sul viso, sulle braccia, sulle dita. 


La domanda resta sempre ferma lì, che fare l'anno prossimo?, che scegliere? con la consapevolezza che ogni scelta comporta una perdita. Ma la vita si dà e ieri ho visto quel video, ancora e ancora e ancora e ancora, e questa mattina quando sono entrata in acqua, colma delle suggestioni di quel video e della parola pace, ho iniziato a nuotare, lentamente, a occhi chiusi. Sono entrata in uno stato di grazia, una vasca via l'altra, non riuscivo a fermarmi, la mente taceva, l'acqua scorreva, il corpo andava, al buio. Ho alzato gli occhi all'orologio, avevo nuotato quaranta minuti senza sosta.

Non ho la risposta ma è esplosione di sensi. Innamorarsi è uno stato della mente e io ci sono completamente dentro.

martedì 2 luglio 2019

eccoci qua

Eccoci qua,



due paperette prima di entrare in acqua, la mattina presto, in quella parentesi di chiacchiere sane e desiderate prima di iniziare la giornata. E' stato un inverno bellissimo e adesso che vado da sola lei mi manca molto.
Ma l'acqua è acqua e io lì dentro, tra una bracciata e l'altra, scivolo, respiro.

domenica 30 giugno 2019

e poi, all'improvviso, inaspettatamente

Cosa è successo adesso? Un concepimento, ho iniziato una nuova storia. E la storia inizia così:

Quella mattina D. con gli occhi ancora chiusi aspettava di sentire il rumore del latte, seduto in cucina. La serata lo aveva devastato. 
La moka aveva borbottato poco prima e D. aveva spento il fuoco. Nel dormiveglia di una mattina che non riusciva a decollare, con la testa abbassata e l’orecchio vigile,  aspettava ora, perché poi?, il rumore del latte, senza ricordare che il latte fa rumore solo quando è troppo tardi e il disastro è ormai compiuto. 
E così, mentre la schiuma improvvisamente erutta dal pentolino, D. si alza di scatto, spegne il fuoco maledicendosi, appoggia le braccia al piano-cucina abbassando la testa, crollano le spalle, arrese in mezzo alle scapole, e D. si ricorda, come svegliato da un brutto sogno, del disastro della sera prima.


sabato 29 giugno 2019

ma un domani è peggio, per me

Io, oggi come oggi, metti che c'è da fare qualcosa di nuovo, ho sempre paura che che ci voglia la password, mi scoraggio così tanto in anticipo che non vorrei mai più fare niente di nuovo, sto bene anche così, mi dico, e vorrei chiudermi dentro un armadio, al buio, in silenzio, ferma.