mercoledì 10 febbraio 2016

Sono solo le 8:17

Ho sognato che cercavo le vie in discesa di una città (che vedo sempre nei miei sogni ma non so che città sia) e poi, infilata in un sacco della spesa grande, in piedi, scivolavo e scivolavo e scivolavo veloce, tipo skate. Poi mi sono fermata al mercato. È stato divertentissimo.

Fuori c'è tanti cieli e un vento da far diventare matti. Sono sveglia da un'oretta scarsa, ne sono successi già seicentomila, di guai.

Resto curiosa.

lunedì 8 febbraio 2016

Oh, l'ho detto.

Invecchiare, come insegnare, è un atto di generosità. Quindi, se non volete invecchiare, fate i vostri conti.

domenica 7 febbraio 2016

Fa strano

A mezzogiorno, che si è appena svegliato, appare in cucina a petto nudo con il parka, direttamente dalla sua camera, quattordicenne bello come il sole, e si fa un panino con il formaggio. Rido. Mi chiede perché rido, gli dico che mi fa ridere vederlo vestito così. Tiene caldo, mi dice. Sì ma fa strano, dico io. Silenzio. Taglia il pane, ci spalma su il formaggio, dà un morso. Poi mi guarda. Mi sto cucendo il tutù bianco per il vestito di carnevale. Da ballerina. A 42 anni e mezzo.


venerdì 5 febbraio 2016

cose del 5 febbraio

Oggi sono stata invitata ad un incontro con l'autore e l'autore ero io e a un certo punto mi sono accorta che quando è uscito il primo libro quei lettori lì non erano mica ancora nati.


giovedì 4 febbraio 2016

Nuove passioni

Non so quando sia successo, ma al momento provo dell'interesse vero per i lavori in corso. Sono diventata una vecchia che guarda i lavori, prediligo quelli stradali. Si dà il caso che nel mio paese stiano per creare una via nuova e sarei sempre lì a documentare, capire. Deve essere la mia vena nostalgica. O forse è l'età che avanza unita ad una mia anima profondamente "anziano signore". Il passo successivo sarà dare consigli ma a quel punto non so, penso scatterà la timidezza. Ah, però, aspetta, i vecchi non sono mai timidi.

È iniziata una nuova meravigliosa era, per me.

mercoledì 3 febbraio 2016

Delle volte bisognerebbe menarsi

Quando mi dicono " Oh, tesoro! Vorrei poter vivere nel tuo mondo", mi sorge dal profondo il Porca Troia delle grandi occasioni.

martedì 2 febbraio 2016

Il bruciorino

Un giorno di qualche tempo fa, a scuola, in giardino, mentre ci godevamo il sole di gennaio e il cielo blu, si chiacchierava, si diceva che il meteo prevede una settimana ancora più soleggiata e calda. Il commento è stato semplice e immediato: speriamo che non ce la faccia pagare questa estate.
L'ho sentito dire così tante volte che mi è sembrata una previsione piuttosto logica. Eppure oggi qualcosa mi ha infastidito, quando senti un bruciorino e non sai perché.

E poi niente, questa sera mentre toglievo la spesa dalle scatole ripensavo a quella frase e mi è venuto in mente che da piccola la mia mente funzionava più o meno così: a seguito di una cosa bellissima che mi succedeva, sapevo (ripeto: sapevo) che me ne sarebbe successa una brutta. Mi sono sempre data questa spiegazione: deve essere perché il cosmo pareggia il conto, come una specie di omeostasi universale. Non me la spiegavo con queste parole, per la verità non me la spiegavo affatto, mi limitavo a prenderne atto.
Ma non solo, oltre a pensare che ci deve per forza essere un nesso causale, mi devo essere spinta oltre pensando di poterlo controllare: mi basterà  limitare il godimento.
Limpido.

Peccato che così non vada proprio bene bene. Sempre quel bruciorino, saranno i quarant'anni, inizi a voler riprogrammare le tue varie cazzate mentali. E il bello è che scopri che non è così difficile.

E insomma, sempre mentre spostavo roba dalle scatole ai pensili in cucina, proprio come uno più uno fa due, mi è tornata in mente una frase saggissima, una cosa che il mio bisnonno disse alla mia bisnonna quando provò a darle il primo bacio e lei si scansò (1918 o giù di lì). Il mio bisnonno le disse questo: "La vita e bella ma bisogna sapersela godere". Poi inforcò la bici e se ne andò lasciandola nelle lacrime.

Quindi oggi volevo dire grazie al mio bisnonno.

venerdì 29 gennaio 2016

Nuove consapevolezze

Ho capito di essere diventata grande perché durante l'influenza non ho pianto.

Ho capito che sono diventata vecch, no spe, grande perché durante l'influenza ho pensato che non finirà mai più, che avrò una temperatura di 39 e mezzo per sempre e poi direttamente la morte.

Ho capito cosa significa scelte impossibili: mi sono dovuta stendere per terra per non svenire mentre facevo al cacca e intanto che ero stesa continuava a scapparmi fortissimo. Alzarsi e rischiare di svenire facendo la cacca o stare stesa a terra rischiando di non riuscire più a trattenerla?

Poi uno dice che con la febbre non devi piangere.



martedì 19 gennaio 2016

Li buoni propositi

Volevo scrivere un post al giorno e poi ho portato il coso ad aggiustare, quindi niente. Adesso ce l'ho.

Oggi 19 gennaio ore sette e trenta un'alba rossa prima del solito, il gelo di fuori, la fantastica idea di spruzzare l'acqua in corsa, il ghiaccio istantaneo e poi, ovviamente, darci di tergicristallo.

L'anno continua a promettere bene.


giovedì 14 gennaio 2016

Sul divano

E sul divano, si parla di cose, ha ancora il cappotto addosso e una sciarpa nuova, e gli chiedo della sciarpa, mi dice Me l'hanno regalata, gli dico Chi? Mi dice Perché avevo perso la mia, me l'hanno regalata, gli dico Chi? Mi dice Quella grigia e nera, l'ho persa, allora oggi mi hanno regalato questa, gli dico CHI? Mi dice Te non ti preoccupare.

Va bene, non mi preoccupo. Bella sciarpa, devo dire.
E aveva anche una bottiglia di vino. Bianco. Regalato anche quello. Bevuto, buono.