Altri tesori dai dintorni.
Vigna.
Pensieri bislacchi di un cervello bla bla.
che stavo camminando giù per il viale del parco della reggia di Caserta e tra le frasche ho visto questa cosa qua:
che passeggiando in giro, durante i vari lock down del vaffanculo-merda, qua in campagna dove abito io, andavo in giro a piedi, e mi è iniziata a succedere questa cosa, che mi apparivano immagini nitide piene di senso in mezzo alle frasche. Allora le fotografavo, poi tornavo a casa, e disegnavo quello che mie era apparso. E ho chiamato questa progetto: "cosa vedo".
Dai, ho deciso che lo faccio vedere anche qua.
Frasche:
Per dire.
C'è anche il suo compagno di fianco a sinistra, una specie di demone, ma ve lo faccio vedere un'altra volta.
Ho questo progetto, un nuovo progetto, forse un giorno, non lo so, però magari un giorno lo condividerò. Perché mi sto stufando di condividere. E' una cosa brutta, mi sa. Però in verità condivido ancora, ma non in rete. E' una cosa brutta? Forse. Però la rete mi sembra un postaccio, ultimamente, e mi tengo alla larga. Però questo blog è un pochino casa per me, e non è un posto brutto, magari lo condivido qui, che chi è restato qui sono sicura che lo inviterei anche a casa mia, siamo pochi e siamo intimi, secondo me, e allora facciamo che potrei anche condividerlo qui, perché c'è da dire che non si sa mai, di questi tempi. Muoversi, dico.
"Ma che fai, che fai?"
"Gioia c'è un ragno di là, formato King King"
Nel senso, io non riuscirei mai a chiamare alle tre di notte qualcuno per un ragno in bagno che mi fa paura, nel senso, forse me la tengo fino ad un'ora decente o piuttosto la faccio dalla terrazza.
Quindi vengo a trovare i miei genitori e vedo che mia madre fa degli esercizi per la memoria i quali consistono nello scrivere delle frasi utilizzando parole che iniziano con una stessa lettera. Me le legge. (Vi regalo perle per i vostri momenti bui).
Amore amato altamente ambizione arrivato all'apice artistico.
Benvenuto benevolo bambino, bullo bello, benvoluto. Ballerino baciato.
Danzando dolcemente dolorosamente distanti dietro davanti dovunque. Diversamente.
Furore fantastico, fuoriuscito furtivamente, famoso fervido finale. Finalmente fallito.
Visionario veramente verace, volutamente vorace, vagamente veloce, vivacemente vero, vanamente voluto.
Semplice, solare, sincero. Serio e severo. Sostanzialmente salariato.
Pensando pensieri positivi, parzialmente poetici, poesie paesaggistiche e paesi popolati. Prevedere principi principeschi pagando popoli poveri, piaceri per più pazienti.
Controllati raramente coccolati, celebrando cerimonie celestiali, covando clandestinamente carezze controverse.
Temibile torrente travolge tratto terreno tortuoso.
Controllato centro commerciale caricato con merce clandestina.
Gli chiederei, tipo, parlando: Se io fossi una costruzione umana, che costruzione sarei. E mi risponderebbe, tipo, qualcosa; e io gli direi No, invece, che io sono un ponte, come quello di Brooklyn, per dire. E poi mi chiederebbe: e allora io che costruzione sono. E io gli direi, tipo, non so, a seconda di chi ho davanti, per esempio, un castello delle fiabe, direi io, e magari mi direbbe, tipo, No, io sono più una fortezza medievale circondata da un fossato con i coccodrilli, con le torri alte e il ponte levatoio e le guardie sui merli e e e. Non esagerare, direi io. Tipo.
E credo che dopo, tipo, per dire, credo che sarebbe un bel dialogo.
Oggi una bambina a scuola mi ha detto: Maestra, sembri una bambola.
Mi è tornata quella vecchia voglia di mangiare la sabbia. Forse ho bisogno di sali minerali.
Bentornata?
(mamma mia le ragnatele)